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Allergicamente, la nuova campagna di sensibilizzazione sulle malattie allergiche.

Si chiama “AllergicaMente: piano d’azione per una allergologia sociale” e ha come simbolo una pianta con cinque foglie, ognuna delle quali rappresenta un gruppo di allergie (da inalanti, da alimenti, da farmaci, da imenotteri, cutanee). A ogni “foglia” lavora una task force di allergologi che spiega, aggiorna, distingue ciò che è attendibile da ciò che non lo è, focalizzando l’attenzione sui punti di particolare interesse e criticità.

Chiediamo a Antonino Musarra, specialista in Allergologia dell’Ospedale di Scilla e Presidente dell’Associazione allergologi e immunologi italiani territoriali e ospedalieri (AAIITO), di parlarci di questo progetto”?

L’idea di una grande campagna di sensibilizzazione sulle malattie allergiche nasce da una esigenza, avvertita da tempo da tutte le componenti del mondo allergologico italiano ma finora mai realizzata, di fornire alla popolazione generale, ai pazienti, alla classe medica e ai decisori politici corrette informazioni e conoscenza sulle allergopatie, per chiarire le reali dimensioni del problema, i corretti percorsi diagnostico-terapeutici, le possibili azioni preventive, il ruolo specifico ed insostituibile dell’allergologo che è “a rischio di estinzione”.

Il progetto si sviluppa attraverso il sito Allergicamente.it, la relativa pagina facebook, twitter, youtube, flyer illustrativi per i pazienti e la popolazione generale e una campagna stampa. Prevediamo inoltre molte iniziative per portare “AllergicaMente” tra la gente attraverso incontri con la popolazione organizzati in collaborazione con associazioni, club service e amministrazioni locali.

A ulteriore sostegno della campagna, che si protrarrà a tutto il 2019, è stata inoltrata richiesta di patrocinio al ministero della Salute ed ai Segretariati sociali delle principali reti televisive.

Cosa prevede “AllergicaMente” oltre l’informazione e quali sono i principali obiettivi che vorreste vedere realizzati?

Il progetto prevede per il 2018 anche alcuni eventi speciali di sensibilizzazione. Tra questi le giornate di screening allergologico dedicato ai parlamentari italiani, una giornata di screening allergologico in piazza per i cittadini, un evento istituzionale AAIITO in Senato.

A breve inoltre partirà una petizione “Una firma contro tutte le forme di allergie e l’asma” per chiedere nuove soluzioni e programmi sanitari più efficaci per affrontare un problema che riguarda 15 milioni di italiani.

Tutte queste attività mirano a promuovere la sensibilizzazione e la responsabilità sociale, consolidare ed espandere le alleanze con i principali stakeholder, primi tra tutti le associazioni dei pazienti e le principali aziende del settore, a compiere ove possibile delle vere e proprie azioni di lobbying per sostenere la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie allergiche, con particolare riguardo alle forme gravi (ad esempio asma grave, anafilassi da alimenti, farmaci e punture di imenotteri), per ribadire la necessità di una uniformità di accesso alle cure per i pazienti residenti nelle diverse regioni italiane e per riaffermare la unitarietà culturale e trasversale della disciplina allergologica.

Oggi l’allergologia è una scienza complessa e anche i quadri clinici sono spesso complessi. I test diagnostici, sempre più sensibili e specifici, consentono di definire il profilo allergologico dei nostri pazienti e, di conseguenza, la terapia diventa uno strumento di sempre maggiore precisione. Se una volta l’approccio alle malattie allergiche, più semplice per quelle che erano le conoscenze dell’epoca, era anche appannaggio di altre branche della medicina, oggi ciò non è più possibile se non si vuol correre il rischio di prestazioni ad elevato livello di inappropriatezza o adeguate soltanto alle allergie più frequenti o ritenute più “facili”. L’allergologo infatti non è uno specialista d’organo ma è lo specialista delle malattie allergiche in tutte le loro espressioni cliniche. La scarsa conoscenza di tale peculiarità spinge spesso i pazienti a peregrinare tra vari specialisti prima di giungere ad una diagnosi e terapia corretta, con conseguente incremento dell’onere economico da essi sostenuto. Si calcola infatti che circa il 50% degli allergici non riceve tuttora una diagnosi adeguata e di conseguenza una terapia idonea.

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