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Diabete e cuore, una relazione complessa

La relazione tra Diabete mellito di tipo 2 e malattie cardiovascolari è una realtà complessa ed è stata al centro di un incontro che ha visto protagonisti il prof. Agostino Consoli, professore di endocrinologia presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, e il prof. Raffaele De Caterina, professore ordinario di Cardiologia presso Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara.

Quando si sente parlare di Diabete spesso si ritiene di sapere esattamente di cosa si tratti ma non è così scontato.

Per fare un po’ di chiarezza è bene capire di cosa stiamo parlando: il Diabete è una malattia cronica che comporta un aumento della glicemia – cioè della quantità di zuccheri nel sangue – che l’organismo non riesce, da solo, a riportare ad un livello normale. Le cause possono essere due: una scarsa produzione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che serve a convertire gli zuccheri dei cibi in energia, oppure l’incapacità da parte del nostro corpo di utilizzare l’insulina stessa. L’eccessiva quantità di zuccheri presente nel sangue, se non tenuta sotto controllo attraverso terapie mirate e una corretta alimentazione, può creare nel lungo periodo numerosi danni, in primo luogo complicanze cardiovascolari.

Esistono diversi tipi di Diabete: il tipo 1 si riscontra in età giovanile e in questo caso, a causa di una risposta immunologica dell’organismo, vengono eliminate le cellule del pancreas predisposte alla creazione dell’insulina. Ai pazienti che soffrono di questa patologia deve essere somministrato più volte al giorno questo ormone in modo da compensarne l’assenza. Vi è poi il Diabete di tipo 2 – la forma più diffusa – in Italia il 95% delle persone diabetiche soffre di questa tipologia e consiste in una perdita progressiva di controllo nella gestione della glicemia nel sangue; di solito interessa persone sopra i 40 anni e viene curato attraverso attività fisica regolare, una dieta più sana e quando necessari – anche – i farmaci.

Una considerazione importante: il Diabete di tipo 2 è considerato una delle malattie del benessere; lo stile di vita è fondamentale, pensare che un farmaco possa sostituire una vita sana e una dieta bilanciata è un inganno è ed fonte di conseguenze rilevanti. Il livello di glicemia nell’arco della giornata deve rimanere stabile e, per la salute del cuore soprattutto, è importante che non si verifichino elevati picchi glicemici.

Il legame tra Diabete e malattie cardiovascolari è ormai noto, ma è di fondamentale importanza porre l’accento sulla relazione causale tra il Diabete e l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Spesso infatti accade che i disturbi al cuore siano i primi ad essere diagnosticati, ma sono di fatto la “conseguenza” di un Diabete latente o non diagnosticato.

I pazienti affetti da diabete che incorrono in complicanze cardiovascolari sono circa il 20-25%, una persona su quattro che subisce un infarto è diabetica e circa il 50-60 per cento delle persone che soffrono di Diabete muoiono per infarto o ictus.

Secondo i dati del recente studio RIACE, la prevalenza delle malattie cardiovascolari nel diabete, ossia il numero di persone con diabete che vanno incontro nella loro vita ad almeno un evento cardiovascolare, è del 23,2%: in pratica 1 su 4. Parliamo di “quasi 750 mila persone in Italia, delle quali oltre 350 mila hanno avuto un infarto e più di 100 mila un ictus”, sottolinea Antonio Nicolucci, direttore di Coresearch – Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology.

“Secondo le evidenze scientifiche – spiega il Prof. Raffaele De Caterina – l’iperglicemia è responsabile di 1 morte su 5 per cardiopatia ischemica e di 1 su 8 per ictus, il che ci porta ad affermare che il cuore, inteso come malattie cardiovascolari, conti moltissimo nel diabete”.