SPECIALE SANA 2017/ Grande bellezza #biografia #mondadori #ornella vanoni

SENZA FINE.

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ornella vanoni
12/09/2017
Manuela Caserta

vanoni-paoliQuando dici Ornella Vanoni pensi di default a Senza fine, la canzone che un innamoratissimo Gino Paoli le dedicò. Una dichiarazione d’amore declinata in note che sarebbe diventata per tutti un attimo senza fine, ogni volta che la punta del giradischi avrebbe toccato il bordo del vinile.

 Una bellissima ragazza, di Ornella Vanoni con Giancarlo Dotto, edito da Oscar Mondadori, è un libro del 2011 che non si può fare a meno di leggere. La biografia della Vanoni è un carillon di personaggi, alcuni famosi altri meno, che hanno costellato la vita dell’artista. Un viaggio, come tale è ogni vita vissuta, che fai fatica a ricordare per quanto ricca di avvenimenti.

Ornella parte dal ricordo confuso di una bomba caduta a Milano durante la seconda guerra mondiale, c’è lei che abbandona la sua bicicletta sul prato e salta in braccio al padre che la protegge dentro il suo “immenso e fortissimo” cappotto grigio.

vanoni-minaComincia da qui la biografia di una delle voci più singolari della canzone italiana, alter ego dell’inarrivabile Mina con la quale nel 2008 duettò in Amiche mai, ironizzando sulla leggenda che le vorrebbe antagoniste da sempre.

La sua vita da personaggio inizia quando ancora molto giovane frequenta un corso di teatro e Giorgio Strehler, che già allora era una leggenda vivente nel mondo del teatro, si innamora di lei. Strehler, incallito seduttore, era un adultero ancora legalmente sposato e di tredici anni più grande di lei (in Italia non esisteva ancora il divorzio). Stante i “trascurabili” dettagli intraprende con lei una storia molto chiacchierata. La Vanoni e Strehler diventano la coppia del Piccolo di Milano, il tempio della cultura meneghina, intorno al quale gravitavano alcuni tra i personaggi più influenti del Novecento come Bertolt Brecht, e poi lo scenografo Luciano Damiani, Bruno Maderna e altri.

La Vanoni sceglie di parlare di sé attraverso gli amori più importanti che ha vissuto, per quanto sia da sempre una donna forte e indipendente, gli uomini che l’hanno amata e meno amata diventano il paradigma della sua vita.

Da Strehler Ornella impara tutto, lui diventa il suo pigmalione e maestro. Ma una personalità ieratica e complessa come quella di Giorgio Strehler la fagocita nella controversa bellezza del suo mondo come nella ombrosa perversione che lo caratterizza. La Vanoni non fatica ad ammetterlo, fu per lei un grande maestro di vita ma anche un buco nero dal quale fuggire: “la mia storia con Strehler non è finita in modo indolore. Lui diceva: con te non posso vivere più, senza te non vivo più”. Io l’avevo tradito con Renato Salvatori. Nel letto me lo aveva messo Luchino Visconti (…)”

Il vero amore arriva come Il cielo in una stanza quando incontra Gino Paoli. Di lui Ornella ammette: “se il più grande amore è quello che ti ha fatto soffrire di più, allora Gino non ha rivali.”

Gino Paoli fu da giovane un poeta maledetto e traditore seriale, “uno con la vocazione del sultano”. Il colpo di fulmine arriva nella sede milanese della Ricordi, nel 1960. Entrambi si notano: “Gino va in studio, lo sento che suona qualcosa al piano. Orrendo. Suonava malissimo. Ma suonava Il cielo in una stanza. Chi è quello lì? Faccio. – Uno che scrive canzoni tremende, mi sa che è anche un po’ culattone – mi risponde uno. Nello stesso istante, lui chiedeva di là: Chi è quella rossa? – la cantante della mala. Dicono sia lesbica. – Per un po’ ci siamo frequentati convinti l’uno dell’omosessualità dell’altro.

 vanoniUna bellissima ragazza ha la forma di un flusso di coscienza, Ornella si racconta in prima persona, quando non è fotografata dall’esterno dallo sguardo introspettivo di Giancarlo Dotto o dalla testimonianza di qualche sua amica. E in questo flusso di coscienza c’è un fermento esistenziale talmente ricco che risulta caotico. Messi i cardini dei suoi amori indimenticabili tra i quali spicca Hugo Pratt e un avvocato veneziano, la Vanoni passa in rassegna tutti i suoi amici e nemici, anche gli amori sbagliati “che dovrebbero durare tre settimane invece te li porti dietro tre anni”. Narra aneddoti, colpi di fulmine professionali, dolori, malattie e anche la sua conversione evangelista.

Dalla lettura della parte autobiografica del libro, il successo della Vanoni, insieme al vezzo dei piedi scalzi sul palco dei suoi concerti, sembra esser stato qualcosa di assolutamente casuale.

cover-una-bellissima-ragazzaUna bellissima ragazza è un diario testimonianza che cita con nonchalance anche episodi che paparazzati a tempo debito avrebbero stroncato carriere a personaggi mitizzati.

La Vanoni usa un tocco di velata modestia solo quando parla di colleghe come Mina e Milva, unica moderata eccezione in mezzo a un flusso di ricordi incontinente che non usa filtri.

C’è poi la saudade sentimentale che ha fatto della Vanoni la Vanoni, lo spleen improvviso dell’artista che rende ogni canzone unica, quasi un omaggio al suo pubblico. Come quella volta lì che immersa nelle acque sulfuree delle Terme dei Papi, in mezzo a una nebbia di umidità dantesca, cominciò a cantare Che cosa c’è, e chi c’era cominciò a guardarsi intorno incredulo, senza capire se fosse vero o fosse solo un’allucinazione collettiva. Finché tra i vapori non spuntò lei e qualcuno entusiasta le disse: “Non può immaginare quante volte abbiamo fatto l’amore ascoltando le sue canzoni!

Non è forse questo il successo?