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La fibromialgia giovanile: difficile da diagnosticare e da trattare

La fibromialgia è una malattia insidiosa e molto complicata da diagnosticare, negli ultimi tempi se n’è parlato molto poiché ad esserne colpita è stata una delle star più amate dal pubblico giovane, Lady Gaga, la quale ha dichiarato di soffrire di dolori tali da non poter fronteggiare i suoi impegni. Infatti questa malattia provoca dolori molto forti e invalidanti, ma le sue cause non sono ben note. E proprio della sua forma infantile e adolescenziale vogliamo parlare, molto difficile da definire clinicamente, perché i riscontri diagnostici non evidenziano problemi chiari o alterazioni significative, ma il bambino o il ragazzo continuano a percepire i dolori con una potenza amplificata.

La fibromialgia causa dolori ai muscoli, ai tessuti molli, ai tendini nonché intorno alle articolazioni, e questo dolore viene percepito in maniera profonda e continua. Tuttavia essendo una condizione che viene diagnosticata con maggior frequenza negli adulti, spesso nei bambini e negli adolescenti i sintomi di affaticamento, stanchezza, dolore, difficoltà nella mobilità vengono associati inizialmente a possibili altre situazioni come malattie muscoloscheletriche da affaticamento o patologie reumatiche.

Si sta cercando di comprendere se vi sia una familiarità per questa patologia ed in effetti pare esistere in 2 casi su 3, ma al momento non è stato individuato alcun gene responsabile. È possibile identificare con un nome la forma pediatrica che si chiama sindrome da fibromialgia primaria giovanile e colpisce più le ragazze che i ragazzi, con un’età di esordio tra i 9-12 anni. Molto spesso i sintomi percepiti e poi descritti dai ragazzi, fanno convergere la diagnosi su possibili patologie muscoloscheletriche e/o reumatiche, se in associazione si presentano principi di artrite ad esempio, in tal caso si parla anche di fibromialgia secondaria. Tuttavia sia per i bambini che per gli adolescenti si manifesta un dolore prolungato ed una difficoltà grave nell’uso degli arti, che addirittura scatta in un rifiuto nell’assumere determinate posizioni per non percepire un indolenzimento così forte. In associazione vi è la difficoltà a dormire e riuscire a riposare, generando profondi stati di ansia e depressione. Se la situazione non cambia neanche con trattamento antidolorifico, e i fenomeni dolorosi si protraggono per più di tre mesi, allora deve essere presa in considerazione la sindrome da fibromialgia. Anche perché si notano, con il passare del tempo, sintomi come l’abbassamento della temperatura corporea, sudorazione e anche colore violaceo sulla pelle in alcuni casi, oltre ad un dolore profondo se viene esercitata anche una normale pressione sulla superficie corporea. Nonostante si ipotizzi ma non si sia ancora individuata una causa genetica, è valida la strada che individua l’insorgenza di questa sindrome come risultante di fattori scatenanti di tipo endocrinologico ed immunitario, neurochimico e di tipo ambientale.

Fibromialgia giovanile ed emicrania

La fibromialgia porta con sé diverse comorbiditá, una delle più invalidanti è l’emicrania, che determina un forte stato debilitante in associazione all’allodinia, cioè il dolore percepito toccando dei punti precisi del corpo, cosiddetti punti “tender”, in particolare nella zona pericranica. L’emicrania che può durare anche ore ed è causata da questa sensibilizzazione a livello centrale, non è compatibile con il normale svolgimento delle attività quotidiane, di studio, impegno e attività sportive. Questo dolore che talvolta di associa a nausea e vertigini, solitamente peggiora anche lo stato d’animo del ragazzo che vede inficiata la propria libertà e i rapporti sociali propri dell’età evolutiva ed adolescenziale.

Possibilità terapeutiche

Questa malattia ha una buona possibilità di guarigione nei bambini molto più che negli adulti, naturalmente è necessario tenere conto di tanti aspetti, ad esempio il trattamento del dolore a base di miorilassanti e di antidolorifici, ma anche un protocollo per aiutare i bambini e i ragazzi che ne soffrono a riavere pian piano una vita normale. Questa malattia è estremamente invalidante e si può definire molto più rara nei bambini ma soprattutto una malattia “orfana” perché di fatto non ha una causa precisa né un trattamento specifico. La fisioterapia, l’agopuntura, i metodi di rilassamento, le tecniche psicologiche per la gestione del dolore, una dieta priva di alimenti “infiammanti” ( zuccheri raffinati, ortaggi come patate, pomodori e altri appartenenti alle solanacee, cibi troppo elaborati) sono tutte terapie di supporto che si stanno applicando caso per caso per aiutare i ragazzi con sindrome da fibromialgia, ma anche con patologie muscoloscheletriche. Si pensa che l’infiammazione scatenata dal sistema immunitario mandi in tilt i neurorecettori e questa ipotesi potrebbe aprire la strada per individuare dei marcatori diagnostici validi, nonché capire come si scatena e cosa differenzia il meccanismo della forma infantile con quella adulta.

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