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Si può fare il bagno in mare o in piscina dopo aver mangiato?

Fare o non fare il bagno a mare o in piscina dopo aver mangiato è un dogma che fa parte della storia delle famiglie italiane. I partiti del SI’ o del NO si barricano dietro convinzioni e credenze difficili da scalfire e che in genere sfociano in una sorta di tifo calcistico.

Cosa c’è di scientifico dietro il consentire o meno il bagno dopo aver mangiato? Avranno avuto un senso le ore trascorse sotto l’ombrellone o giocando in spiaggia – sotto il sole – in attesa di digerire la colazione o quell’ansia del bagno liberatorio delle 5 del pomeriggio?



Un Position Statement della International Life Saving Federation (https://www.ilsf.org/about/position-statements) dal titolo Eating Before Swimming afferma che non esistono dati scientifici che dimostrino una relazione tra il mangiare prima di tuffarsi in mare e un aumento del rischio di annegamento.

Ad aumentare lo spazio grigio in cui sguazza questa credenza (almeno lei!) c’è il fatto che non esistono vere e proprie linee guida internazionali o studi scientifici e che il non fare il bagno dopo aver mangiato si basa su una convinzione pseudoscientifica: credenza popolare vorrebbe che, un aumento del sangue nello stomaco o nell’intestino produrrebbe una carenza in altri distretti come il cuore o il cervello. Ma è proprio così? Ebbene, le cose non stanno esattamente così.

Lo abbiamo chiesto al dottor Sebastian Cristaldi, medico nel Reparto di Pediatria d’urgenza all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Dottore, bagno dopo aver mangiato? Si o no?

E’ un mito da sfatare, non c’è nessuno studio scientifico valido che metta in relazione il pasto con un intervallo significativo dopo il quale fare il bagno senza conseguenze per la salute.

Certamente aumenta il flusso di sangue allo stomaco, il meccanismo si può descrivere in modo semplice: quando un organo lavora di più perché è chiamato a lavorare in quel momento, ha bisogno di più carburante, è normale che il flusso di sangue aumenti; questo succede a livello muscolare quando si fa una corsa e accade a livello gastrico e poi intestinale dopo il pasto per consentire la digestione. La pressione sanguigna aumenta ma i cosiddetti organi nobili come il cuore e il cervello continuano a ricevere il normale afflusso di sangue.



Ma il problema quindi potrebbe essere lo shock termico?

I meccanismi sono molto complessi; se per shock termico intendiamo una reazione improvvisa dell’organismo alla variazione di temperatura, questo può accadere aldilà dalla distanza dall’ultimo pasto. Anche qui non ci sono dati scientifici che ci confermano la relazione con la congestione; possono esserci dei sintomi legati allo sbalzo termico, ma quando assistiamo ad un annegamento, una perdita di coscienza improvvisa, i pazienti vengono assistiti in urgenza e all’arrivo in ospedale, riscontriamo molti fattori come cause, difficile in genere associare l’aver mangiato prima di tuffarsi.

Quali sono i consigli che possiamo dare ai genitori per evitare il rischio di annegamento dei propri bambini?

Direi assolutamente la sorveglianza e il buon senso: non lasciare i bambini lontano dallo sguardo vigile di un adulto è basilare e fondamentale. Occorre anche buon senso: se è pur vero che non esistono dati scientifici di un legame diretto tra annegamento e bagno subito dopo aver mangiato, esistono dei meccanismi di adattamento dell’organismo che sono necessari nella fase successiva al pasto e vanno presi in considerazione.

Cosa è opportuno fare dunque?

Intanto evitare nella maniera più assoluta di portare al mare o in piscina i bambini dopo pasti pesanti, ma neanche completamente a digiuno, privilegiare una colazione completa ma non pesante o ricca di zuccheri; i prodotti destinati ai bambini sono spesso troppo ricchi di zuccheri.



La dieta è importante che sia fresca e facilmente assimilabile. Evitare la tazza di latte caldo con biscotti troppo ricchi di grassi e zuccheri, alimenti pesanti e difficili da digerire. Durante l’estate una colazione ideale potrebbe essere: uno yogurt con cereali e della frutta fresca. In estate tutti i pasti dovrebbero essere più leggeri, freschi e non abbondanti, magari inserire un pasto in più, ma meglio evitare pasti abbondanti. Decisamente bere molta acqua reintegrando i liquidi che si perdono sudando, evitando le bevande gassate.

Infine un consiglio importante: il punto su cui interrogarsi non dovrebbe essere se fare il bagno o meno dopo pranzo, il fatto è che un bambino nelle ore più calde – sotto il sole – non dovrebbe starci. E’ sempre opportuno rispettare i tempi del riposo ed evitare le lunghe esposizioni al sole nelle ore più calde.



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