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Trattare l’impotenza senza farmaci grazie alle onde d’urto a bassa intensità. Funziona?

L’applicazione di onde d’urto a bassa intensità per migliorare la vascolarizzazione del pene, quindi la potenza sessuale nei pazienti colpiti da disfunzione erettile di grado lieve e moderato, potrebbe presto rappresentare un’alternativa terapeutica ai trattamenti farmacologici e far finire nel dimeticatoio le tanto discusse pillole? Per l’urologo Alberto Pansadoro, che esercita a Roma, è un “ni”. Benché interessato all’evoluzione scientifica, resta prudente. E ce ne spiega le ragioni.

 

Che cosa s’intende per disfunzione erettile?

Secondo l’Associazione Europea di Urologia (EAU), la disfunzione erettile è definita come la persistente incapacità di ottenere e di mantenere un’erezione per il tempo sufficiente ad avere un rapporto sessuale soddisfacente. Si parla anche più comunemente d’impotenza.

 

Quali sono le cause di questo disturbo?

Alcuni fattori di rischio favoriscono l’insorgere della disfunzione erettile. Innanzitutto l’età – con l’aumentare dell’età aumenta l’incidenza – poi, il diabete mellito e l’iperglicemia, il fumo, l’obesità e l’ipertensione.

Le cause vere e proprie sono di tipo vascolare: pazienti con problemi cardiovascolari o che si sono sottoposti a interventi chirurgici che hanno alterato la vascolarizzazione a livello locale possono soffrire di deficit erettile.

Altre cause sono neurogene cioè dovute, ad esempio, ad Alzheimer, ictus o neuropatie periferiche. Infine, possono intervenire cause anatomiche, ormonali e psicologiche. Senza dubbio però, le cause più frequenti sono di tipo vascologenico e psicogeno.

 

L’impotenza si può prevenire?

La prevenzione avviene facendo attività fisica, controllando il proprio peso corporeo attraverso un regime alimentare corretto (pochi grassi, molta verdura) e sorvegliando i problemi cardiovascolari e diabetici. Insomma, seguendo il più possibile una vita sana e priva di eccessi.

 

Prima di parlare della nuova terapia a base d’onde d’urto a bassa intensità, oggetto della nostra intervista, ci può dire quali trattamenti sono solitamente usati oggi per l’impotenza?

La terapia farmacologica tradizionale si basa sulla somministrazione degli inibitori della fosfodiesterasi e favoriscono la vascolarizzazione locale. Una terapia più invasiva consiste in iniezioni locali, direttamente nei corpi cavernosi del pene, con prostaglandine. Oltre ai farmaci i pazienti con deficit erettile possono ricorrere anche a dispositivi meccanici detti Vacuum Pump o Vacuum Device che provocano, sfruttando il vuoto creato da una pompa aspirante, un’erezione artificiale. Infine, l’intervento chirurgico con impianto di protesi è l’unica terapia risolutiva permanente.

Che cosa pensa della terapia a onde d’urto a bassa intensità per il trattamento della disfunzione erettile?

Il primo articolo sull’argomento presente nella letteratura scientifica risale al 2010. In questi ultimi otto anni ne sono usciti pochi, una cinquantina, di cui la metà nell’ultimo anno. Alcuni di questi sono semplicemente delle review ovvero delle sintesi di articoli precedenti e non articoli “originali” basati su nuovi studi. Pochi inoltre riguardano sperimentazioni su un numero di pazienti sufficientemente elevato da considerare i risultati come “significativi” da un punto di vista statistico.

 

Di cosa si tratta? In che modo agiscono?

Le onde d’urto a bassa intensità non sono altro che ultrasuoni. Sono state introdotte nel 1980 per il trattamento della calcolosi renale. Sono, infatti, in grado di frantumare i calcoli in modo che possano essere espulsi senza bisogno d’intervenire chirurgicamente. Negli ultimi anni, questa tecnologia è stata utilizzata per il trattamento della disfunzione erettile perché stimolerebbe la proliferazione di nuovi vasi sanguigni (neo-angiogenesi) favorendo così l’erezione grazie a un miglior afflusso di sangue nel pene.

 

In che misura sono stati rilevati dei miglioramenti?

Secondo la letteratura scientifica internazionale, dei miglioramenti sono stati rilevati nel 40-60% dei casi. I risultati sono più significativi nei pazienti il cui deficit erettile è di grado lieve e moderato. Non sembrano trarne particolare beneficio i pazienti colpiti da disfunzioni erettili severe. I punti interrogativi sono ancora tanti.

 

Le “pillole dell’amore” non sono ancora superate quindi.

Le onde d’urto non sono, al momento, un trattamento raccomandato ma sperimentale. Ci sono ancora tanti dubbi su questo tipo di terapia. Quale apparecchio è il più efficace? Qual è il giusto dosaggio di energia? Quanti impulsi, quante sedute sono necessarie e con che frequenza? È ancora tutto da definire. Non conosciamo, inoltre, i benefici a lungo termine di questa nuova opzione terapeutica. Sembra però abbastanza chiaro che non presenti particolari complicanze né effetti collaterali.

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