Cerca articoli, video, argomenti..

Un naso elettronico per la diagnosi precoce del tumore al polmone

Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro al mondo; il tasso di sopravvivenza a 5 anni è del 54%. La possibilità di guarire è direttamente proporzionale alla precocità della diagnosi: se la malattia è agli esordi ed è ancora localizzata può arrivare all’80%, ma ad oggi solo il 15% dei tumori polmonari sono identificati in fase iniziale. L’analisi del respiro esalato è risultata essere un’opzione promettente per la diagnosi precoce del cancro del polmone.

I risultati di uno studio su una nuova tecnologia, realizzato dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO)e finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sono stati appena pubblicati dal Journal of Breath Research, la rivista più autorevole del settore. Si apre così una nuova stagione nella prevenzione del tumore polmonare, a cui L’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha fatto da apripista in Italia già dieci anni fa, grazie all’impegno del Prof. Umberto Veronesi, attualmente Direttore Scientifico Emerito. Ma soprattutto si aprono nuove speranze per ridurre il peso sociale di questa malattia, che in Italia causa oltre 100 vittime al giorno.

La novità consiste in uno strumento, un naso elettronico in grado di identificare il tumore del polmone in stadio iniziale, analizzando un semplice respiro.

Il naso elettronico IEO – sviluppato in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma con il Prof. Arnaldo D’Amico e il Prof. Corrado di Natale – è una matrice di 8 cristalli di quarzo, ognuno rivestito con una diversa metalloporfirina ed è in grado di rilevare il tumore del polmone in fase iniziale (Stadio I) nel 92% dei casi. Lo studio ha coinvolto 146 individui, l’apparecchio è stato in grado di discriminare il respiro di chi si stava ammalando di tumore polmonare rispetto a chi non correva alcun rischio. La scoperta segna un passo importante nello sviluppo dei “gas sensor arrays” (nome tecnico del naso elettronico) che, utilizzando diverse tecnologie, hanno dimostrato di poter identificare la “firma molecolare” del cancro polmonare, vale a dire un insieme di particelle prodotte dal tumore (VOC, composti organici volatili) rilevabili nel respiro, che svelano l’eventuale presenza della malattia.

Fino ad oggi non esisteva uno strumento di screening che fosse, oltre che efficace, anche accessibile. La TAC a basse dosi è senza dubbio in grado di identificare tumori iniziali ma, a causa dei suoi alti costi, il suo uso clinico deve essere limitato a gruppi ben selezionati, come esame di secondo livello. Il naso elettronico, invece, ha tutte le caratteristiche ideali perché è semplice da usare – l’esame potrebbe essere eseguito dal medico di famiglia – è facile da effettuare – la persona deve semplicemente respirare in un contenitore che non disperda il suo esalato – non è invasivo e ha costi molto contenuti.video_misurazione

Il nuovo piano contro il cancro del polmone è stato messo a punto dai Professori del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano: Roberto Orecchia, Direttore scientifico IEO, Lorenzo Spaggiari, Direttore della Divisione di Chirurgia Toracica e Responsabile del Programma Polmone IEO, e Massimo Bellomi, Direttore della Divisione di Radiologia IEO; insieme a Roberto Gasparri, Chirurgo toracico IEO e primo autore dello studio sul naso elettronico, e Bernardo Bonanni, Direttore della Divisione di Prevenzione e Genetica oncologica IEO.

L’Istituto Europeo di Oncologia di Milano è stato pioniere a livello internazionale nella Ricerca sulla diagnosi precoce del tumore polmonare: gli studi sull’efficacia della TAC a basse dosi sono iniziati nel 2000 e da allora sono state eseguite in IEO 61.000 TAC su più di 9.300 persone, che hanno permesso di diagnosticare 412 tumori maligni del polmone. La sopravvivenza di questi pazienti è stata del 97% a 5 anni: una percentuale fino a qualche anno fa impensabile per i pazienti con tumore del polmone.

Nel 2011 è stata affiancata alla TAC l’analisi dei microRna (o miRna ) che consiste nell’individuazione di frammenti di DNA che il tumore, ancora in formazione, può rilasciare nel sangue e che dunque predicono la presenza di malattia in stadio precoce. Quest’analisi è molto utile per selezionare con più precisione i candidati alla TAC all’interno della popolazione ad alto rischio di malattia, in particolare i forti fumatori, che ricordiamo essere l’85% di chi si ammala.

Con una versione avanzata di naso elettronico, L’Istituto Europeo di Oncologia conta di poter raggiungere capillarmente i fumatori, popolazione con più alto rischio di sviluppare il tumore del polmone e di portare così all’esame ematico e infine alla TAC a basse dosi, una popolazione più ampia e meglio selezionata.

Il nuovo piano preventivo prevede anche l’importante capitolo della Ricerca farmacologica, che persegue l’obiettivo di evitare che il cancro si sviluppi grazie all’assunzione di farmaci protettivi. Anche in questo settore IEO vanta un indiscutibile primato in Europa, grazie agli studi effettuati nel 2010 sulla capacità della Budesonide (un cortisonico inalatorio) di ridurre il diametro dei noduli polmonari definiti “ground glass opacity” (GGO), che potrebbero essere considerati una lesione precancerosa.

Ora la nuova frontiera di studio è l’Aspirina a basse dosi.

La divisione guidata da Bernardo Bonanni ha avviato uno studio che ha l’obiettivo di verificare se l’aspirinetta (100 mg al giorno), assunta per un anno, possa ridurre la dimensione di un certo tipo di noduli GGO. Verranno inoltre studiati i miRna circolanti prima e dopo il trattamento, per identificare i miRna predittivi dell’effetto dell’aspirina nei soggetti che presentano GGO. Lo studio, finanziato dal National Cancer Institute americano, si concluderà all’inizio del 2017 e i risultati potrebbero essere utili per perfezionare le strategie di prevenzione personalizzata nelle persone a rischio.

Sul fronte dell’anticipazione della diagnosi, il prossimo passo sarà uno studio che associa il naso elettronico ai miRna, per ottenere la cosiddetta “sinergia di potenziamento”, vale a dire la maggiore efficacia che deriva dall’associazione di più strumenti di diagnosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati con * sono obbligatori.