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I disturbi mentali: quali differenze tra gli uomini e le donne?

Affrontare il problema della salute mentale di genere è un compito difficile.

«Essendo la patologia mentale più frequente nelle donne, oggi prevale l’attenzione – anche della ricerca scientifica – sul genere femminile. Anche perché fa più notizia». Lo afferma Emilio Sacchetti, professore emerito di psichiatria all’ Università di Brescia, presidente della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, della Accademia di Scienze delle Dipendenze Comportamentali e past president della Società italiana di psichiatria (Sip), con il quale abbiamo cercato di focalizzare gli aspetti di un problema troppo trascurato.

 

Professor Sacchetti, come si distribuiscono le malattie mentali tra i sessi?

Complessivamente, i disturbi mentali sono più frequenti nelle donne, ma alcuni prevalgono tra gli uomini.

La dipendenza dalle sostanze è una problematica tipicamente maschile, così come i disturbi dello spettro autistico. I disturbi d’ansia, le depressioni maggiori, i disturbi ossessivo-compulsivi si manifestano più spesso nel sesso femminile, invece alcuni tipi di demenza, in particolare quelle di origine vascolare, mostrano un eccesso tra gli uomini.

Anche i decessi per suicidio sono nettamente superiori tra gli uomini. Secondo i dati del National Institute of Mental Health, nei paesi occidentali gli uomini si uccidono quattro volte maggiormente rispetto alle donne, che però tentano il suicidio con più frequenza. Ovviamente entrano in gioco tanti fattori: influiscono la biologia, la genetica, ma anche le condizioni sociali e culturali.

Un’altra cosa interessante è che la distribuzione per genere delle patologie mentali varia con l’età. I disturbi dell’età infantile tendono a essere più diffusi nel sesso maschile: questo vale, oltre che per l’autismo, anche per la sindrome da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Col passare degli anni la situazione si rovescia.

Infine segnalo una curiosità: pochi sanno che esiste una depressione da parto maschile: durante la gravidanza della compagna e subito dopo il parto è frequente lo sviluppo di sindromi depressive, legate a preoccupazioni per il bambino e a diversi altri fattori.

 

Parlando di salute mentale al maschile inevitabilmente si pensa all’abuso di sostanze…

Certo, come si diceva, l’abuso e la dipendenza dalle sostanze prevale quasi sempre negli uomini, ma andrebbe fatto un discorso a parte per ogni tipo di sostanza. La dipendenza da sedativi, ad esempio, è più frequente nelle donne e la differenza è maggiore nelle fasce d’età più giovani, mentre tende a livellarsi col passare degli anni.

L’alcol una volta era di utilizzo molto maschile, oggi molto meno perché certe attitudini sociali sono cambiate; inoltre le donne, pur bevendo di meno, sono più a rischio di eventi avversi correlati perché sono svantaggiate da una massa e un distribuzione dei tessuti diversa.

In generale, il consumo delle sostanze più pesanti, costose e di difficile accesso prevale tra gli uomini: intervengono certamente fattori culturali e anche economici. Invece, riguardo alla cosiddette sostanze leggere per le quali c’è una maggiore accettazione sociale, le barriere si riducono e anche per le donne sono più facilmente gestibili.

 

Molte malattie mentali restano non diagnosticate e quindi non curate…

Molte persone, di entrambi i sessi, non si rivolgono al medico nonostante soffrano di disturbi della sfera mentale ed emotiva. Questo rappresenta senz’altro un problema perché oggi esistono cure efficaci e sicure per molti disturbi. Anche in questo caso, il discorso andrebbe differenziato per patologia, perché alcune risentono di un maggiore stigma sociale e chi ne soffre trova maggiore difficoltà ad ammetterlo e ad affrontare il problema con uno specialista.

Se questo vale per entrambi i sessi, in genere la donna è più propensa a rivolgersi al medico rispetto all’uomo. L’uomo tende a farsi curare solo quando ha sintomi più acuti. Difficile dire se dipenda da una maggiore tolleranza degli uomini (per esempio i disturbi da stress sono segnalati maggiormente dalle donne) oppure se influiscano fattori culturali che rendono più difficile all’uomo ammettere certe disturbi che sono avvertiti come debolezze. Però questo comporta delle conseguenze: è un dato di fatto che le forme più gravi e trattate in acuto sono più frequenti negli uomini, perché le donne si curano di più.

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