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Fibromialgia: un passo verso il riconoscimento della malattia invisibile

Non si vede eppure esiste. Anzi, è una delle malattie reumatiche in assoluto più diffuse: solo in Italia si stima che colpisca almeno due milioni di persone. Non esistono esami specifici per diagnosticarla eppure lei fa soffrire. Proprio per questo motivo la fibromialgia è spesso definita “la malattia invisibile”.

 

LE DONNE, PRINCIPALI VITTIME DELLA FIBROMIALGIA

La fibromialgia o sindrome fibromialgica (SFM) ha une prevalenza del 2-4% nella popolazione generale, secondo l’Osservatorio delle malattie rare (OMAR). A soffrirne sono soprattutto le donne: otto per ogni uomo.

 

LA SINTOMATOLOGIA

Il sintomo principe è un dolore diffuso, chi soffre di fibromialgia accusa spesso fatica cronica, mal di testa, sensazione di debolezza e scarsa resistenza all’esercizio fisico. Una sonnolenza diurna contrapposta a un sonno non ristoratore di notte è un altro sintomo tipico che infierisce sulla qualità di vita del paziente. Sono inoltre riconducibili alla fibromialgia la sindrome delle gambe senza riposo o RLS (Restless Legs Syndrome) che si manifesta con un bisogno urgente e incontenibile di muovere le gambe accompagnato da sensazioni spiacevoli come prurito, formicolio o scosse e la sindrome di Raynoud che rende le dita delle mani e dei piedi intorpidite, fredde e bluastre.

 

UNA MALATTIA ORFANA DI CURE

Le persone colpite da fibromialgia sono giovani o relativamente giovani: fra i maschi, i primi sintomi appaiono intorno ai 25 e i 35 anni, un po’ più tardi – tra i 45 e i 55 anni – per le femmine. Un dato particolarmente importante perché la fibromialgia è una malattia per la quale non esiste una cura. Anche se molti sono i farmaci analgesici che possono alleviare le sofferenze dei malati, non è ancora stato scoperto un farmaco specifico per la fibromialgia. Il primo consiglio dato dagli specialisti è spesso quello d’imparare a convivere con la malattia.

 

VERSO IL RICONOSCIMENTO

Il 15 novembre scorso, è stata approvata all’unanimità dai membri della commissione Affari sociali una risoluzione per includere la fibromialgia nell’elenco delle malattie croniche che rientrano nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA). Lo Stato s’impegnerà allora formalmente a garantire a tutti i cittadini che soffrono di questa patologia delle cure appropriate attraverso il Sistema sanitario nazionale (SSN). Un grande passo fatto però con un cospicuo ritardo se si pensa che il riconoscimento della fibromialgia come una malattia da parte dell’OMS è avvenuto ben 25 anni fa, nel 1992.

6 comments

  • Lucia

    Soffro di di fibromialgia e nn riesco più a camminare, nn trovo rimedi e la Asl nn la considera affatto come malattia invalidante. Non so cosa fare più!

  • Lucia

    Ho bisogno di trovare una terapia adeguata alla mia fibromialgia, quasi nn cammino più.

  • Lucia

    É giusto riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante.

  • Tagliente Grazia

    Ho questo tipo di problema da diversi anni, è imbarazzante alzarsi dalla sedia o scendere dall’auto e non riuscire a camminare subito perché i piedi e le gambe non reggono per il forte dolore. Non riuscire a lavorare per più di mezz’ora di filato che iniziano dolori così forti da piangere, ora prendo l’ansiolev che mi aiuta a riposare qualche ora, aiutatemi. Purtroppo ho bisogno di lavorare e più di tanto non ci riesco ,pensare che fino a qualche anno fa ero chiamata fulmine, ora non riesco a stare più di mezz’ora in piedi

  • Suellen Ginammi

    Buonasera, ad oggi la malattia è stata riconosciuta?nel caso fosse riconosciuta, per noi affetti cosa viene riconosciuto?grazie

    • Develop_01

      il riconoscimento è in corso; appena sarà riconosciuta potrà accedere alle visite e alle cure all’interno del sistema sanitario nazionale e non privatamente come accade oggi.

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