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La Biorigenerazione del cuoio capelluto

calvizie

L’acronimo PRP sta per Plasma Ricco in Piastrine e indica una metodica di medicina rigenerativa estremamente promettente in molti ambiti, dalla medicina estetica, all’ortopedia e, anche se in Italia non molti ne sono al corrente, è alla base di un trattamento molto efficace contro la perdita dei capelli. A Padova c’è un esperto che si occupa di questa tecnica ormai da molti anni: è il dermatologo e dottore di ricerca Matteo Bordignon, che ha già trattato moltissimi pazienti, con una percentuale di successo che si aggira intorno al 90%.

Dottor Bordignon, come avviene il trattamento?

La procedura è nata qualche anno fà negli Stati Uniti e da lì è stata poi importata in Europa. La tecnica che noi utilizziamo, la biorigenerazione del cuoio capelluto, prevede l’utilizzo del plasma in sedute successive. La metodica è semplice: si esegue inizialmente un prelievo di sangue, che viene successivamente centrifugato con particolari apparecchiature in modo da estrarne il PRP; tale derivato ematico viene poi immesso nel cuoio capelluto con una serie di piccole iniezioni che vanno a coprire l’area interessata, normalmente la parte superiore dalla fronte alla nuca, laddove sono attivi processi degenerativi androgenetici. Si eseguono più trattamenti, cinque o sei distanziati di circa due mesi l’uno dall’altro, non troppo ravvicinati perché i fattori di crescita riattivano processi fisiologici del capello e hanno bisogno di tempo per poter esprimere la sua potenzialità rigenerativa.

La proprietà del plasma è di attivare la circolazione dei bulbi attraverso il riassestamento dei capillari esistenti, la creazione di capillari nuovi e lo stimolo al metabolismo del bulbo in modo che possa produrre un capello più forte, più sano e più bello. Ovviamente non si tratta di farmaci e non c’è nulla di chimico: è uno dei motivi per cui il trattamento è assolutamente sicuro e non ha nessun effetto collaterale noto.

Per quali pazienti è indicato il trattamento con il PRP?

Il PRP è efficace nella caduta di capelli classica, il cosiddetto effluvium, che è un aumento anomalo della caduta, o per l’alopecia androgenetica vera e propria, quindi la diminuzione della massa dei capelli per motivi legati agli ormoni androgeni. Funziona ovviamente se il capello è ancor presente e non nel caso di calvizie complete: è come un fertilizzante che va a dare energia alle piantine – nel nostro caso i bulbi – ma se le piantine non ci sono non può fare niente; è un trattamento preventivo e curativo nelle fasi iniziali, in cui il paziente ha ancora dei capelli da mantenere e da salvare.

Inoltre, il plasma è particolarmente adatto per trattare le calvizie femminili proprio perché il danno degli androgeni è meno forte e il plasma riesce a riparare i bulbi in maniera molto efficace. Invece nell’uomo, spesso, vi sono perdite focali molto intense come ad esempio la risalita della stempiatura (cosiddetta “recessione temporale”) ove si evidenzia un’area di pelle completamente priva di capelli: in quell’area il plasma non può funzionare, ma del resto non funzionerebbero neppure i farmaci e l’unica soluzione è quella chirurgica.

Esiste però una situazione in cui mancano i capelli eppure il PRP è efficace: sono le alopecie patologiche – ovvero l’alopecia areata – in cui si formano delle chiazze rotonde completamente prive di capelli, ma siccome il bulbo è ancora vivo il plasma riattiva con efficacia il capello.

Quali sono le evidenze scientifiche di questo tipo di trattamento?

Il PRP è una metodica scientifica studiata da tempo e si esegue in tutto il mondo. Sono state ormai pubblicate diverse decine di articoli scientifici che ne dimostrano l’efficacia. Anche la mia esperienza lo dimostra: c’è una variabilità interpersonale, ma solo il 10% di pazienti non hanno risultati. Nella gran parte dei casi, invece, abbiamo una buona efficacia, vale a dire la caduta dei capelli si arresta o comunque rientra nei livelli fisiologici, il capello da miniaturizzato torna a essere normale e sano e, qualora vi sia ancora vitalità bulbare, si può stimolarne anche la ricrescita.

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