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La soluzione chirurgica: il trapianto dei capelli

biorigenerazione cuoio capelluto

«L’interesse nel trapianto di capelli è destinato ad aumentare con lo sviluppo delle tecniche più moderne, che riescono a offrire risultati talmente naturali da rendere difficile riconoscere che c’è stato un intervento». Lo afferma su Medscape Jeffrey S Epstein, uno dei chirurghi più affermati degli Stati Uniti e spiega che uno dei settori in più rapida crescita è il trapianto nelle donne: l’intervento è stato originariamente sviluppato per gli uomini ma le tecniche più recenti sono adattabili anche per le forme di calvizie femminili.

 

Il trapianto di capelli comporta il prelievo dei follicoli dalla parte posteriore del capo e il loro innesto nelle aree colpite dalla calvizie. I follicoli piliferi intatti possono essere prelevati da un’area del cuoio capelluto non colpito dalla calvizie secondo due modalità principali.

 

Esistono tecniche differenti per il trapianto di capelli

La prima si chiama FUSS ((Follicular Unit Strip Surger ) e prevede il prelievo di una striscia di cuoio capelluto contenente migliaia di unità; è a tutt’oggi la tecnica più diffusa, viene eseguita in anestesia locale, in regime ambulatoriale o di day-hospital. La striscia prelevata viene frazionata con l’aiuto di un microscopio, fino a realizzare dei micro-innesti che vengono poi trapiantati nelle zone che si intende rinfoltire.

La seconda tecnica è detta FUE (Follicular Unit Extraction) e comporta l’estrazione di un bulbo pilifero alla volta grazie a un microbisturi circolare dal diametro di circa un millimetro. Quest’ultima tecnica è si è progressivamente affinata nell’ultimo decennio, fino a ottenere un notevole miglioramento nella sopravvivenza dei capelli trapiantati e nel risultato estetico: i capelli trapiantati si integrano in modo ottimale a quelli già esistenti e possono essere pettinati, lavati e tagliati normalmente. Ci sono però delle controindicazioni: l’intervento è lungo e sono necessari diverse sedute, l’area donatrice deve essere ricca di capelli di buona qualità e abbastanza ampia e rispetto a quella ricevente. L’abilità del chirurgo risulta determinante per il risultato finale e anche per ridurre il numero di incontri.

 

Una delle varianti più recenti della tecnica FUE è chiamata HSD (Hair Surgery Division) e si affida a uno strumento microchirurgico meccanico innovativo che riduce ulteriormente le dimensioni e quindi anche i segni delle incisioni.

Ma il futuro della chirurgia della calvizie potrebbe essere la clonazione dei capelli. Il brevetto è già stato depositato da Conradus Chosal Gho, un medico di Maastricht, nei Paesi Bassi, che si propone di migliorare la tecnica e promette di renderla disponibile entro dieci anni.

Il numero di capelli disponibili per il trapianto sarebbe virtualmente illimitato a fronte del prelievo di pochissime unità. Le cellule del follicolo del capello saranno estratte dal cuoio capelluto del paziente durante la fase di crescita del capello; il passo successivo sarà la coltivazione in vitro, con opportuni agenti di crescita: le cellule potranno essere così moltiplicate e infine impiantate direttamente nei pori dell’area ricevente, con una invasività minima e una densità di capelli molto superiore a quella che si può ottenere attualmente.

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